... uno strattone alla bacchetta. “Buffonata? Buffonata ? È colpa tua se ci troviamo in questa situazione! Se mi avessi…” Le parole di Ginny furono interrotte dal rumore di passi che si avvicinavano nel corridoio. “Che cosa senti, Mrs. Purr? Studenti in giro a quest’ora? Studenti in cerca di una punizione, sicuramente” disse la voce rauca del custode. Era quasi arrivato alla ...
... tra quei rami, creando armoniosi giochi di luce tra i suoi aghi. Uno spettacolo da lasciare senza fiato, tantoera bello. Ma sembrava sempre troppo lontano: man mano che gli uomini si avvicinavano, quello sembrava passare su un altro albero, poi su successivo, e su quello ancora dopo. Quando, con al sopraggiungere dell'aurora le luminarie sull'albero si spensero, i Cavalieri tornarono al campo ...
...ha sempre recitato la parte del duro. “Lianne.. non prendertela ma sei sempre stata il mio spasso!” continuò a ridere “volevo vedere sindove arrivavi, se eri come tutte le donne che si avvicinavanoalla mia famiglia.. e oltre ad essere diversa mi hai fatto anche divertire da matti!” rideva prendendosi gioco di me “ch-che co-cosa?” balbettai scioccata “Ti ho sempre punzecchiato di proposito.. ...
... smorfia atroce ricompariva come niente. Quindi il pupazzo se ne stava lì, nel giardino della casa disabitata, a guardare fuori dal cancello con quegli occhi-bottone. Di solito i bambini gli si avvicinavano curiosi e provavano a lanciare sassi per togliergli il cappello dalla testa – nessuno, però, riusciva a colpirlo, nemmeno tra i ragazzi più grandi e con la mira migliore. Mentre questi erano ...
... scoprirmi, di farmi rivelare ai tuoi occhi. Avrei voluto dirti di avere pazienza, che c’era tempo. Ma tempo non c’era, invece. Potevo quasi sentire l’orologio ticchettare mentre le lancette si avvicinavano sempre più all’ora della tua morte. “Non lasciarmi, Dean…” Non ero riuscito a trattenermi, avevo dovuto dirlo, con le lacrime che mi scivolavano lente sulle guance. “Vorrei tanto restare con te...
... scoprirmi, di farmi rivelare ai tuoi occhi. Avrei voluto dirti di avere pazienza, che c’era tempo. Ma tempo non c’era, invece. Potevo quasi sentire l’orologio ticchettare mentre le lancette si avvicinavano sempre più all’ora della tua morte. “Non lasciarmi, Dean…” Non ero riuscito a trattenermi, avevo dovuto dirlo, con le lacrime che mi scivolavano lente sulle guance. “Vorrei tanto restare con te...
... schermo in cui scorrevano le immaginidel videogioco. Un minuto dopo Colin stava eseguendo con tanto di saltelli e playback il brano Don't Speak dei No Doubt. I bambini che si avvicinavano ad assistere curiosi venivano immediatamente allontanati dalle proprie madri, preoccupate da quel vecchio maniaco impazzito alla vista di una chitarrina di plastica. Ma Colin non ci fece caso, una volta finito ...
.... - Non scusarti mai, DiNozzo, è segno di debolezza, - decretò l'ex marine mentre ripartiva. Poco dopo frenava bruscamente di fronte ad una casa di periferia e scesi dall'auto si avvicinavano con circospezione alla porta. Gibbs odiava aspettare nelle salette d'attesa di un pronto soccorso. Il caffè era talmente imbevibile che lo aveva buttato dopo il primo sorso e nessuno voleva dirgli come ...
Autore: Me. Titolo: Little redhiding hood. Riassunto: In un istante quella cosa aveva spazzato via tutte le certezze di una vita, tutto ciò in cui aveva sempre creduto come essere umano e come dottore, la stessa esistenza di quell’essere era qualcosa di impossibile da spiegare, eppure era lì davanti a lei. Un licantropo. Personaggi: Originali, Julie + licantropo. XD Conteggio parole:...
... e i suoi ricordi. Re Enma forse lo udì, e forse addirittura sospirò. Vegeta non ci fece caso, troppo impegnato ad osservare gli addetti allo smistamento che gli si avvicinavano. Nessun’altra vita gli sarebbe mai andata altrettanto a genio come la propria. * Note finali: Dopo essersi fatto saltare in aria, Vegeta avrebbe dovuto fare più o ...